Bright 2020, la notte dei ricercatori e delle ricercatrici alla Normale di Pisa

E’ calato il sipario sulla notte più importante per la ricerca scientifica toscana. L’edizione 2020 di “Bright“, acronimo che sta per “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in research” (I ricercatori di talento hanno un impatto sulla crescita, la salute e la fiducia nella ricerca), ha aperto i battenti lo scorso 27 novembre per poi chiuderli l’indomani, sabato 28, per dare vita ad una “due giorni” ricca di eventi interamente trasmessi (a causa dell’emergenza Covid) sulle piattaforme online e con incontri da remoto. Il tutto in forma totalmente gratuita.

LA PARTECIPAZIONE DELLA “NORMALE”
Al progetto, cui hanno preso parte tutte le università, le scuole di eccellenza e i centri di ricerca toscani, ovviamente non poteva mancare la “Normale di Pisa” che ha offerto il proprio contributo con 9 webinar gratuiti su diversi ambiti disciplinari, una visita online al suo laboratorio di nano-tecnologie (il NEST) e alcune conferenze su temi di attualità. La giornata del 27, tra l’altro, è stata aperta con una visita virtuale della Biblioteca dello storico ateneo pisano. Ancora, altra nota di cronaca: per salutare l’avvio della kermesse, la famosa torre pendente ed altri luoghi simbolo di Pisa, si sono colorati di blu, la tinta assegnata tradizionalmente all’iniziativa scientifica.

IL PROGETTO BRIGHT
Il progetto Bright – si legge sul sito – è volto a migliorare la visibilità e la percezione del lavoro dei ricercatori tra la cittadinanza della regione Toscana, in contemporanea con tutte le iniziative europee della Notte dei Ricercatori (the European Researchers’ Night – ERN).

QUANDO LA RICERCA INCROCIA LE SPECIALI COMPETENZE
“Plaudiamo ad iniziative del genere, palcoscenico ideale per evidenziare il ruolo svolto dai ricercatori e dalle ricercatrici ed il relativo sviluppo che la ricerca scientifica stessa può assumere quando si fa della propria ‘speciale competenza’, come nel caso dei Biologi, una professione” ha commentato la dott.ssa Stefania Papa, consigliera dell’Ordine nazionale dei Biologi, di cui è delegata in materia di Igiene e Sicurezza Alimentare oltre che delegata regionale ONB per la Toscana e l’Umbria (e per Accredia). “Ricercatori e ricercatrici sanno che la strada del dialogo è sempre quella migliore e che il luogo in cui operare per migliorare le intese (nell’esclusivo interesse della propria categoria), resta sempre il proprio Ordine professionale di riferimento” ha ribadito ancora la rappresentante dei biologi toscani.

PER UNA RICERCA FUNZIONALE
“E’ essenziale”, in tal senso, per la consigliera Papa, “investire su una ricerca sempre più funzionale alle esigenze del sistema paese ed a quelle del territorio in cui essa insiste, affinché, così facendo, essa possa assumere sempre più carattere a finanziamento pubblico, intesa quale bene comune, con un impatto concreto sulla salute pubblica e sull’ambiente in cui viviamo”.

L’INTERVENTO DELLA PROF. CARDUCCI
Nell’ambito del ricco programma di iniziative e webinar messo in cantiere per l’edizione 2020 di Bright, si segnala, nella giornata del 27, l’intervento della prof.sa Annalaura Carducci, biologa, specialista in Igiene e Sanità Pubblica, professore associato di Igiene Generale ed Applicata presso l’università di Pisa, che nel suo intervento, parlerà di infodemia.

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