L’Unesco lancia il decennio per la protezione degli oceani

L’Unesco insieme alle Nazione Unite fissa gli obiettivi del Decennio dedicato alla scienza oceanica: un oceano pulito dove le fonti di inquinamento vengano identificate, ridotte o eliminate, dove gli ecosistemi marini siano protetti, produttivo che sostenga l’approvvigionamento alimentare sostenibile e l’economia oceanica, sicuro che non danneggi la vita e i mezzi di sostentamento di chi vive vicino a lui, accessibile ai dati, alla tecnologia e all’innovazione, socialmente prezioso che le società si impegnino a rispettare. L’obiettivo è proteggere gli oceani ed aumentare le conoscenze scientifiche sul mare, sostenendo il ruolo centrale dell’oceano nella transizione verso un uso sostenibile ed equo delle sue risorse, man mano che le sfide del cambiamento climatico si moltiplicano. «La protezione e la gestione sostenibile dell’oceano sono essenziali per il cibo, i mezzi di sussistenza e la mitigazione delle perturbazioni climatiche e dei disastri correlati – ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres -. Ripristinare la capacità dell’oceano di nutrire l’umanità e regolare il clima è una sfida importante. Bisogna fare pace con la natura per creare un mondo prospero ed equo per tutti, senza lasciare indietro nessuno». «L’oceano è un luogo importante su cui fare più ricerca, avere più conoscenze, ma anche capire che potrebbe fornire più mezzi di sussistenza se lo gestiamo meglio – ha dichiarato Erna Solberg, primo ministro norvegese e copresidente del Consiglio per gli oceani dell’Onu -. Mentre il mondo si adatta a una nuova normalità con l’emergere del Covid, la scienza oceanica ha la possibilità di svolgere un ruolo importante negli sforzi di recupero post-pandemia», ha affermato la direttrice dell’Unesco, Audrey Azoulay. (AgOnb).